Casa Impatto Zero
un esempio di casa ad impatto zero

Case ad impatto zero: i maggiori costi sono ripagati

Il progetto e la realizzazione di una casa Ecologica con il massimo del risparmio energetico o cosiddetta ad “impatto zero” non solo è possibile, ma, grazie alla disponibilità commerciale delle tecnologie necessarie, in un futuro non troppo lontano dovrebbe diventare lo standard di tutte le costruzioni. L’edilizia sostenibile, benchè ancora oggi incontri una certa dose di diffidenza da parte degli operatori del settore a causa degli extra costi richiesti, è tuttavia sostenibile anche a livello economico. Infatti gli extracosti di costruzione vengono compensati con il risparmio energetico conseguente all’applicazione dei relativi sistemi e delle relative tecnologie.

E’ pur vero che l’Italia in tal senso ha ancora molta strada da percorrere, se si considerano i progressi in tal senso da parte di altre nazioni europee, quali la Germania o la Gran Bretagna. Questi due paesi, infatti, nel 2016 contano di portare a zero la maggior parte delle emissioni degli edifici. A nostro discapito gioca la conformazione della nostra penisola, la differenza in termini climatici tra regioni del nord e regioni del sud, che impongono l’adozione di sistemi e accorgimenti differenti su base geografica e rendendo difficile la standarzizzazione.

A fronte di maggiori costi in fase di costruzione, variabili tra il 10 ed il 15%, si ottengono risparmi energetici tra il 5 ed il 15%: se consideriamo questi dati in riferimento ai 30 anni di vita media utile di una costruzione, si ottiene un sensibile risparmio sui costi gestionali (elettricità, gas, acqua, etc.).

I punti su cui impostare la realizzazione di una casa ecologica sono 4:

  1. la diminuzione del fabbisogno energetico;
  2. la riduzione di consumi di energia primaria;
  3. il riciclo delle acque;
  4. massimizzare l’apporto da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è soddisfare le migliori condizioni di comfort termico e visivo con una bassa domanda di energia, ad esempio evitando di avere ampie superfici vetrate esposte alla radiazione solare e favorendo la ventilazione naturale nelle stagioni intermedie. Se consideriamo che una costruzione tradizionale in Italia consuma in media circa 110 kW per mq all’anno, ed una totalmente passiva meno di 20 kW per mq/anno, restano nelle fascia intermedia una serie di soluzioni possibili, differenti a seconda della zona climatica di riferimento: minore sarà la temperatura esterna, con più probabilità saliranno i consumi, riducibili però grazie ad un mix di soluzioni progettuali.

In tal senso, si assiste ad una rivoluzione in ciò che fino a pochi anni fa era un processo progettuale organizzato in compartimenti stagni differenti:

  • architettura
  • impiantistica
  • analisi energetica

Oggi queste discipline interagiscono dalle prime fasi del progetto, per favorire la migliore integrazione possibile e risultati soddisfacenti in termini di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente.